Abbiamo tutti un repertorio comunicativo, anche se parliamo solo una lingua!

Nella sociolinguistica, il concetto di repertorio è fondamentale*. Il concetto di repertorio comunicativo nello specifico deriva dalla linguista educativa statunitense Betsy Rymes. Come ci spiega la Prof.ssa Rymes in questo video, così come un pianista può avere nel suo repertorio musicale la musica classica, jazz e country, ogni parlante** ha nel proprio repertorio comunicativo diversi modi di parlare.

In altre parole, anche chi parla una sola lingua ha, come un pianista che magari suona solo il pianoforte, diversi modi espressivi nel suo repertorio. Come un musicista che suona solo il pianoforte può suonare la musica country, jazz e classica, anche le persone monolingui sanno utilizzare diversi accenti, dialetti, registri, e linguaggi.

Inoltre, così come un musicista può saper suonare diversi strumenti musicali, un/a parlante può conoscere anche diverse lingue.

E non solo: fanno parte del nostro repertorio comunicativo anche i modi in cui ci vestiamo, ci acconciamo i capelli, ci trucchiamo e il nostro linguaggio corporeo. Questi elementi ci offrono una prospettiva pienamente comunicativa e non solamente linguistica.

Sviluppare la “CCRC”—la consapevolezza critica del repertorio comunicativo (comprese le lingue, i linguaggi, e gli altri modi espressivi)—non è un compito semplice. Vediamo insieme come iniziare a svilupparla.

*Per saperne di più, cliccate sui link nella sezione “Per approfondire”.

**Per ‘parlante’ si intende non solo chi comunica con la voce, ma anche chi utilizza, ad es. il linguaggio dei segni e/o le parole scritte.

Tutto chiaro? Facciamo un quiz!

  • FALSO!

    Il repertorio comunicativo può includere anche altre lingue, ma si tratta soprattutto della diversità dei modi in cui tutti e tutte noi (sì, anche chi parla solo una lingua) cambia il modo di esprimersi da un interlocutore all’altro, da un contesto all’altro, e per una serie di diversi motivi.

  • 1. il linguaggio (ad es. gli accenti, i registri, i linguaggi tecnici)
    2. le lingue (ad es. italiano, inglese, cinese)
    3. i modi espressivi nonlinguistici (ad es. i vestiti, il trucco, il linguaggio corporeo)

Ecco qualche semplice attività da fare in classe per esplorare il repertorio comunicativo:

  • Rymes, B. (2010). Communicative Repertoires and English Language Learners. In M. Shatz & L. C. Wilkinson (Eds.), The Education of English Language Learners: Research to Practice (1 edition, pp. 177–197). The Guilford Press.

    ———

    Gumperz, J. J. (1964). Linguistic and social interaction in two communities. American Anthropologist, 66(6, Part 2), 137–153.

    Blommaert, J., & Backus, A. (2013). Superdiverse repertoires and the individual. In I. de Saint-Georges & J.-J. Weber (Eds.), Multilingualism and multimodality: Current challenges for educational studies (pp. 11–32). Sense Publishers.

    Busch, B. (2012). The linguistic repertoire revisited. Applied Linguistics, 33(5), 503–523. https://doi.org/10.1093/applin/ams056

    Vedi anche questi lavori in itali
    ano che utilizzano un concetto di repertorio comunicativo:

    Branchini, C., & Cardinaletti, A. (Eds.). (2016). La lingua dei segni nelle disabilità comunicative (p. 42). FrancoAngeli.

    Facciani, C. (2021). Pratiche di translanguaging e repertori comunicativi in contesti scolastici superdiversi (Doctoral dissertation, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna). AMS Dottorato. AMS Dottorato PDF