Guardiamo degli esempi dalle classi vere:

Lezione di Geografia:

Per il testo completo di questo video, apritelo nel repositorio dei video di questo sito.

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Queste sono scelte comunicative che vanno a beneficio di tutti, non solo agli alunni neoarrivati o neurodivergenti.

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In questo breve video, vediamo una professoressa che prepara gli studenti alla loro prima verifica di geografia con lei. Spiega esplicitamente non solo come lei vuole che gli studenti facciano questa specifica verifica sulla Spagna (ad es. avete un’ora di tempo), ma spiega anche come si svolgono generalmente le verifiche nella sua classe (ad es. non limitarsi alle informazioni presenti nel libro), e pure delle norme generali delle verifiche (ad es. le verifiche si fanno nel silenzio).

Ma perché dobbiamo spiegare anche le cose più “ovvie”?

Gli alunni veramente non sanno che le verifiche si fanno nel silenzio? Non sanno che i voti alti sono riservati non solo alle risposte corrette, ma alle risposte più complete? Veramente non sanno che debbano alzarsi la mano se hanno una domanda?

È vero, a volte gli studenti non lo sanno! E a volte quello che va bene nella propria classe non va bene in quella di una collega.

È importante ricordarsi che quello che ci sembra del tutto naturale e “ovvio” è in realtà culturale e “imparato”. Nella socializzazione scolastica, è nostro compito spiegare e modellare per gli alunni una competenza comunicativa adatta al contesto scolastico: cioè, non solo in che lingua parlare e scrivere, ma anche quanto, quando, e come esprimersi in diverse situazioni scolastiche.

Lezione di Matematica:

Lezione di Tedesco:

Andando avanti, però, gli studenti e le insegnanti costruiscono progressivamente una comunità e iniziano a capire bene cosa aspettarsi l’uno dall’altro.

In questo breve video, vediamo la professoressa di matematica ha una classe vivace che aspetta con trepidazione la ricreazione. Quando tornano dalla ricreazione, però, dovranno riprendere la lezione. Questa interazione rappresenta una routine che si ripete ogni settimana.

Qui la professoressa mette in atto tre strategie molto efficaci:

  1. Spiega lentamente e chiaramente agli studenti che cosa possono aspettarsi dopo la ricreazione

  2. Utilizza la lavagna per creare una timeline e per specificare dei generali obiettivi per l’ora successiva

  3. Mantiene—con un comportamento calmo, senza urlare—le regole che ha stabilito durante l’anno con questa classe (ad es., lei rispetterà il loro tempo se loro rispetteranno il suo.)

Forse non sembra, ma queste mosse sono scelte linguistiche, scelte comunicative! (1) Scandisce, parla lentamente, (2) scrive alla lavagna ciò che ha spiegato oralmente e (3) si assicura che quello che dice non viene sovrastato dal chiacchiericcio degli studenti.

Mettiamoci nei panni di uno studente neoarrivato o di uno studente che sta imparando una seconda lingua: qui siamo a lezione in tedesco.

In questo video, vediamo la professoressa (di Tedesco L2) che spiega agli studenti come verranno valutate le loro presentazioni sul tema “viaggi”. In questo senso, lei utilizza le stesse strategie di “spiegare le cosa ovvie” che abbiamo visto nel primo video. Come nel video precedente, anche qui la professoressa esplicita lentamente e chiaramente le proprie aspettative, e che utilizza la lavagna per costruire uno schema di valutazione.

Qui vediamo anche un’altra tecnica: l’utilizzo del linguaggio corporeo e dei gesti per evidenziare il significato di quello che viene detto. Mentre questa tecnica può risultare spontanea per alcune insegnanti, e viene spesso utilizzata dalle insegnanti di lingue, è una tecnica molto semplice che può essere utilizzata in tutte le materie.

Questi tre esempi servono per far vedere che non esistono materie non-linguistiche!


Momenti di apertura e chiusura come quelli mostrati nei tre video si trovano in ogni lezione, in ogni disciplina. Non consistono necessariamente in discussioni complesse sui “contenuti”, ma queste interazioni attivano le conoscenze pregresse degli studenti, anticipano i contenuti della lezione e preparano quindi gli studenti all’interazione.

Preparare gli studenti all’interazione orale aumenta la partecipazione e crea opportunità più ricche di co-costruzione del significato.. Studi sulla socializzazione linguistica, sui repertori comunicativi e sulla competenza comunicativa mostrano come la partecipazione alle pratiche discorsive della classe sia un processo sociale e relazionale, mediato dalle norme scolastiche e dalle opportunità di interazione offerte dalle insegnanti. Questo vale per tutte le alunne e tutti gli alunni, ma soprattutto per chi ha bisogno di un supporto linguistico in più.

  • Hymes, D. (1972). On communicative competence. In J. B. Pride & J. Holmes (Eds.), Sociolinguistics: Selected readings (pp. 269–293). Penguin.

    Ochs, E., & Schieffelin, B. B. (1984). Language acquisition and socialization: Three developmental stories and their implications. In R. A. Shweder & R. A. LeVine (Eds.), Culture theory: Essays on mind, self, and emotion (pp. 276–320). Cambridge University Press.

    Blommaert, J., & Backus, A. (2011). Repertoires revisited: “Knowing language” in superdiversity (Working Papers in Urban Language & Literacies No. 67). King’s College London.